A Parigi la mostra di Dries Van Noten

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Ci sono stilisti che raccontano un mondo, una visione personale, un’interpretazione; sono quei designer che ogni volta fanno compiere un viaggio attraverso le loro creazioni, nulla di concettuale o celebrare, destinato a pochi, ma comunque raffinato e colto; sono quegli stilisti che con una collezione ti fanno compiere un viaggio nello spazio o nel tempo, in una serie di reinterpretazioni e rimandi. Dries Van Noten è tra questi. Dries Van Noten è tra quei stilisti che oggi ti porta in Oriente, domani in una foresta pluviale, poi in un quadro fiammingo o ancora in Messico. Oppure che mescola tutto assieme, in infiniti rimandi, per un risultato che lascia sempre di stucco; sono riconoscibili le sue fonti d’ispirazione e spaziano dagli orientalismi al punk, dalla natura più lussureggiante ai riflessi delle luci notturne di una metropoli. La sua donna è coltamente seducente e sensuale, il suo uomo è un dandy inglese che ama Oscar Wilde e che si scatena con David Bowie. Ori, ricami preziosi realizzati a mano in India, artigianalità soprattutto, piume, strass e tessuti lavorati che emergono dal buio delle stanze del Musée d’Arts Decoratifs, tra quadri, spezzoni di film, abiti di Chanel o Dior da cui trarre ispirazione e fiori, una foresta lussureggiante di orchidee e di un verde brillante.

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D.P. Doppie Pagine di Anna Piaggi -L’omaggio di Vogue Italia-

Due doppie pagine per ricordare i neologismi inventati in 24 anni di collaborazione con Vogue; sullo sfondo fotografie e ritratti di Anna Piaggi, storica giornalista a cui erano affidate le famose D.P., a mio avviso le più interessanti, del mensile. Il magazine vuole ricordarla così, instancabile amante della moda.


Immagini dal sito di Vogue.it tratte dal numero di ottobre 2012.

Olivia Palermo in Kenya: elegantissima come se fosse a NY -Forse fuori luogo?-

Per caso ho visto le immagini che Olivia Palermo ha pubblicato sul suo blog, alcune foto scattate in questi giorni in Kenya. Mi è sorta quindi spontanea una domanda: ma lei, e il suo oggettivamente bellissimo fidanzato, va’ in Kenya vestita di tutto punto con maxi bracciale d’oro, anelli, perle alle orecchie??!! Per non parlare del fidanzato vestito con tanto di sciarpettina, camicia celeste, pantalone beige…
Perfetti, come sempre tra l’altro, forse leggermente fuori luogo??

 

Occhiali tondi: quelli neri di Anne Boulay -Colpo di Fulmine!-

Colpo di Fulmine per gli occhiali tondi neri di Anne Boulay, prossimo direttore di Vanity Fair France, sfoggiati ieri sera durante una cena della Condè Nast a Parigi. Ricordano molto quelli visti sulla passerella di Ralph Lauren lo scorso autunno, solo forse con la montatura un pò più spessa.
Bellissimi!


Ralph Lauren, a-i 2011/’12

Dita Von Teese da Burberry -L’arte di essere aggraziata anche quando ti casca l’ombrello-

Non so, forse è una mia fissa però tutte le volte che mi casca qualcosa dalle mani e sono per strada mi fermo sempre un secondo a pensare “e ora come lo raccolgo”. Nel senso che ci sono donne che tranquillamente si piegano in avanti, protagoniste inconsapevoli di un bello (a volte) spettacolo specie per i passanti maschi, altre che invece si piegano sulle gambe (teoricamente in maniera aggraziata). Ecco, io appartengo a questa categoria e, nel mio caso, la maniera aggraziata non è minimamente contemplata.
Ma c’è una terza soluzione: stare ferma, impassibile e immobile, aspettando che passi un gentiluomo a raccoglierti l’oggetto caduto; va sottolineato che è un metodo che ha serie controindicazioni, purtroppo rischiereste di aspettare una vita facendo anche una figura non proprio carina. Questa è stata però la soluzione adottata da Dita Von Teese alla quale, ospite della sfilata di Burberry, è caduto l’ombrello. La signorina infatti, si è semplicemente limitata a guardare accigliata l’ombrello caduto per poi continuare a sorridere ai fotografi e aspettare che non uno bensì due galanti uomini la soccorressero. Che chic!

Immagini da Tatler Russia.

Diana Vreeland, Elsa Schiaparelli e le tendenze per il prossimo autunno

Penso che quando si voglia parlare di un argomento bisogna conoscerlo; non soltanto atteggiarsi a esperti conoscitori soltanto perchè è capitato di leggere qualche riga qua e là, ma sapere realmente di cosa si sta parlando, essere competenti di fatti, eventi e personaggi, curiosi verso la tematica e informarsi. Mi capita, spesso e volentieri purtroppo, di seguire blog i cui autori hanno una scarsissima conoscenza del tema di cui parlano, oltre a una povera terminologia. E non ci sarebbe nulla di male se non fosse che queste persone si ergono a paladini e conoscitori del mondo della moda (nel caso specifico); è come se io iniziassi a parlare, chessò, di matematica. Sono sempre stata una schiappa in materia, a mala pena so fare 2+2, e mi metto a disquisire su sistemi&Co?? Sarei ridicola!
Eppure c’è gente che lo fa e gli riesce talmente tanto bene da essere riconosciuta come un’esperta in materia, apprezzata e seguita.
Tutta questa “manfrina” per dire semplicemente che, se vi piace la moda e la volete seguire, non soltanto nelle tendenze e nel semplice “cos’è che va di moda quest’anno??”, potreste fare un salto in libreria e comprare i due libri che trovate nella foto.
Trattano di due donne che, assieme a moltissime altre, hanno fatto, ognuna a modo suo, la storia della moda: tornate ora in auge, Elsa Schiaparelli perchè la sua maison ha finalmente riaperto i battenti e Diana Vreeland perchè ha aperto invece i suoi armadi dedicando loro una mostra a Venezia, queste due signore sono ora comparse in libri a loro dedicati.
Quello sulla Schiap è un monografico scritto da Judith Watt, storica di moda, e fa parte di una collana dedicata ai più grandi stilisti fortemente voluta da Vogue, che ha aperto i suoi archivi fotografici per illustrare queste opere; al momento la serie è composta da quattro libri, Alexander McQueen, Christian Dior, Coco Chanel (ma vi prego: andate oltre alla solita Coco!!) e, appunto, la Schiap.
“DV” è invece l’autobiografia di Diana Vreeland, storico direttore di Vogue Us, che finalmente è stata ripubblicata; un ininterrotto flusso di pensieri che, non in maniera cronologica, racconta la vita della celebre direttrice, dalla sua infanzia a Parigi, all’arrivo a Londra e poi negli uffici di Harper’s Bazaar, alla guida di Vogue America e infine come consulente per il Costume Institute del Metropolitan di New York. Una donna pratica e decisa, che ceneva con Jack Nicholson e dava del “tu” a Roger Vivier.
Ecco, se volete parlare di moda e conoscerla questo può essere un inizio… assieme allo speciale tendenze di Marie Claire UK, tra l’altro bellissimo!

NB: non voglio risultare pedante e “maestrina con la penna rossa” però leggere certe cose su blog che raccolgono quotidianamente valanghe di visite, almeno a detta degli autori, mi inacidisce!