Andando a Parigi

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Parigi è sempre un’ottima idea…
Così si dice e, benchè tutte le volte penso che sia esagerata come frase, una volta lì mi ritrovo a pensare che “Sì, venire a Parigi è stata una buona idea!”.
Così parto nuovamente per Parigi in maggio, scegliendo sempre lo stesso albergo dell’ultima volta, e probabilmente andando a mangiare nello stesso bistrot, uno dei tanti della Rive Gauche; insomma, un pò come tornare a casa.
Questa volta però mi piacerebbe vedere cose nuove, diverse, angoli nascosti e inaspettati, scorci e viuzze che solitamente e difficilmente un turista bazzica; per questo mi è venuta l’idea di aprire questa pagina all’interno del blog in cui raccogliere tutti i suggerimenti e le idee che troverò così che se qualcuno passando di qua andrà a Parigi avrà qualche indirizzo in più in cui andare. Locali carini, negozietti sfiziosi, musei o mostre che ci saranno nel periodo, insomma tutto quello che la città può offrire.

Tappa 1: da Marcovaldo

La prima regola quando si va all’estero? Evitare i posti italiani, a maggior ragione se sono ristoranti/caffè. Pena? La completa delusione! Ma, come sempre, ogni regola ha la sua eccezione e Marcovaldo è l’eccezione per Parigi.
Marcovaldo (già il nome mi piace tantissimo!) è una libreria-caffè che si trasforma in piccolo ristorante per pranzo o cena e all’occorrenza in laboratorio culinario. Qui tutto sa e parla italiano, a partire dai libri i cui autori sono tutti del nostro paese e la maggior parte sono scritti in lingua italiana; libri sulle pareti e tavoli tutti attorno in cui ritrovarsi durante la pausa pranzo o per l’aperitivo, tra un’esposizione fotografica, una presentazione letteraria con tanto di autore o semplicemente quattro chiacchiere in un perfetto mix di italiano e francese. E poi c’è il KillerKitchen, gli appuntamenti mensili durante i quali le signore, italiane doc, Rosina, Miranda e Clara svelano i segreti della vera cucina casereccia italiana, tra tagliatelle, ravioli, sughi e gnocchi.
Dietro a Marcovaldo Francesca, Irene e Francesco, ognuno con il suo compito ben preciso: Francesca assieme a Luca, blogger, si occupano dell’aspetto culinario e consigliano libri d’arte e fumetti, Irene è l’esperta di tutte le novità letterarie del nostro paese mentre Francesco, tra un bicchiere di vino e l’altro, consiglia e chiacchiera di film e libri di storia.
Un luogo ibrido fatto di cucina, libri e chiacchiere nel cuore del 3° arrondissement.

Marcovaldo
61 rue Charlot
3e arr.

Tappa 2: da Sept Cinq

Si chiama Sept Cinq, 75 come le prime due cifre del CAP di Parigi, un nome scelto non a caso: qui tutto parla di Parigi e tutto è made in Paris. Design, arredo, moda, dettagli di stile o per la casa si fondono sapientemente nel negozio che si trova nel 9e arrondissement. L’interno è arredato proprio come una casa, di quelle “fighe” con tonalità scure alle pareti, faretti un pò qua e un pò là, tappezzerie particolari, divani e tavolini, un angolo cucina…insomma, l’atmosfera è molto famigliare, ed è proprio così che la volevano Audrey Lorna, le due giovanissime ragazze dietro a Sept Cinq: un luogo in cui potessero trovare spazio non solo i designers emergenti parigini ma anche semplici amici e amiche che, passando e varcando la soglia, si fermano per uno spuntino o per una pausa tè.
Un dettaglio in più? I prezzi, un pò per tutte le tasche, e il fatto che le due amiche vogliano aprire il loro Sept Cinq anche all’estero…ambiziose e coraggiose, mi piace!
Sept Cinq
54 rue Notre-Dame de Lorette
9e arr.

Tappa 3: da Atelier Cologne

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Il blu, una bella tonalite brillante che non si può non notare, contraddistingue le vetrine di Atelier Cologne, scritto in eleganti caratteri bianchi. All’interno lo spirito ricorda un pò alcuni locali newyorkesi con i mattoni a vista e delle comode e ampie poltrone su cui sedersi. Un pò casa, un pò profumeria, un atelier dove entrare e poter annusare tutte le creazioni di questo marchio francese nato dalla passione della coppia di fondatori per la colonia. Foto, tavoli dall’aria vissuta, specchi e lampadari che hanno un allure industriale creano un’atmosfera raccolta e molto alla mano, un pò com’è nello spirito del marchio stesso: realizzare fragranze, a metà strada tra una colonia e un profumo, che siano “easy to wear” e che rimandino a ricordi famigliari, che tutti primo o poi abbiamo vissuto. Parigi, da sempre capitale della profumeria, è la città scelta da Sylvie Ganter e Christophe Cervasel per l’apertura del loro secondo monomarca, proprio nel cuore del 1e arrondissement; ed è ovvio che, visto anche il mio lavoro e la curiosità di sentire l’ultima fragranza Mistral Patchouli, non me la farò scappare!
Atelier Cologne
8, rue Saint-Florentin
1e arr.

Tappa 4: Paris Haute Couture

E’ una mostra il punto 4 della lista, assolutamente imperdibile per gli appassionati: Paris Haute Couture. Da sempre capitale dell’alta moda, fino al prossimo 06 luglio Parigi ospiterà un evento volto a celebrare i 150 anni dell’haute couture.
All’interno delle sale dell’Hotel de Ville della città, con la collaborazione del museo Galliere, dedicato alla moda, l’allestimento ripercorre la storia di questa eccellenza tutta francese esponendo in teche di cristallo abiti che vanno da Worth, primo couturier della storia, fino a Balenciaga che chiuse la sua maison nel 1968, concludendo un’epoca, passando da Paul Poiret, Chanel, Elsa Schiaparelli, Givenchy, Dior e YSL; tra questi, modelli più recenti che però rimandano al passato in un continuo dialogo tra storia e presente. Bozzetti e fotografie completano la mostra mentre gli abiti, esattamente 100 e tutti sapientemente restaurati, mostrano l’alta artigianalità e manualità sottolineando così come l’eccellenza dell’haute couture si celi proprio nell’abilità di sarti e ricamatrici.
Paris Haute Couture
fino al 06 luglio
Hotel de Ville

Tappa 5: Chanel N°5, la mostra


N°5 Culture Chanel è il nome della mostra che si terrà al Palais de Tokyo dal 05 maggio al 05 giugno; attraverso filmati, immagini e foto, alcune scattate anche da importanti fotografi come Man Ray, e disegni, anche firmati da Picasso, l’intento della mostra è quello di celebrare il profumo, forse il più famoso al mondo, simbolo della maison parigina. Dal 1921, anno della sua creazione da parte di Ernest Beaux a oggi, si ripercorre non solo la storia ma soprattutto l’influenza che questa semplice e lineare boccetta ha avuto nel corso del Novecento, circondato da un’aura unica, soggetto di moltissime opere d’arte e protagonista di spot pubblicitari accanto a bellissime donne e, non ultimo, anche a un uomo.
N°5 Culture Chanel
Palais de Tokyo (13, Avenue du Président Wilson)
dal 05 maggio al 05 giugno
mostra gratuita

Tappa 6: Maison Francis Kurkdjian

Minimale, piccola, essenziale: la boutique di Maison Francis Kurkdjian è un concentrato di buon gusto. All’interno, in un ambiente di un caldo bianco, tutte le creazioni del naso racchiuse in lineari e squadrate boccette trasparenti con tappo in metallo e placchetta con inciso il nome della fragranza spiegata passo passo, lasciando poi tutto il tempo per scegliere quella giusta e perfetta.
L’atmosfera all’interno del negozio è ovattata quasi e molto delicata, un pò come l’intero mood del marchio stesso i cui profumi sono spesso immersi sotto getti d’acqua o fotografati nel cuore del deserto di notte…un’atmosfera onirica, come quelle create per tutte le installazioni olfattive di Francis Kurkdjian (avete visto quella incredibilmente suggestiva creata a Pitti Fragranze nel 2011??). Una delle chicche presenti all’interno? Le famose bolle di sapone profumate! Già addocchiate lo scorso anno, sono nel classico flaconcino trasparente e una volta soffiate emanano le loro delicate essenze, alla violetta, alla menta fredda e all’erba tagliata; originariamente sono state create per i bimbi, soprattutto per distrarli mentre sono in negozio, in realtà però hanno riscosso enorme successo specie tra gli adulti e sono diventando le protagoniste anche di molte installazione del profumiere stesso.
Oltre che per i profumi, se vi capita di farci un salto non potrete non sentire Aqua Universalis Forte e Oud, date un’occhiata anche allo skyline di Parigi ricreato nella vetrina di fronte all’ingresso: molto romantico!
Maison Francis Kurkdjian
5, rue d’Alger
1e arr.

Tappa 7: Merci

Merci è diventato una meta immancabile per chi va’ Parigi per un pò di shopping o semplicemente per perdersi tra le vie della città ma, chissà come mai, finora io me lo sono sempre lasciata sfuggire! Grande concept store, genere che amo tantissimo, all’interno si può trovare un pò di tutto, dai classici moda+beauty fino al fioraio, reparto arredamento, cartoleria (!!!), libreria, ristorante…insomma, un vero e proprio mondo distribuito su più piani con travi a vista bianche e qualche mattone grigio qua e là.
Nel cuore del Marais, nel 3e arr, Merci è quindi uno di quei posti curiosi quanto basta da cui non vorresti mai uscire e che ti accoglie con una 500 vecchio modello super-glam e tante idee curiose e sfiziose.
Le chicce? Il Cinéma Café: su divanetti bordeaux e in un’atmosfera che ricorda molto i cinema anni Cinquanta, ci si può ritrovare per un leggero pranzo mentre sulle pareti viene proiettato un film d’epoca; la seconda chicca svela invece il cuore tenero di questo concept store i cui ricavati sono infatti per la maggior parte consegnati a una fondazione che si occupa di bambini bisognosi. Insomma, se vi sentite in colpa per il troppo shopping da Merci, non preoccupatevi!
Merci
111 boulevard Beaumarchais
3e, arr.

Tappa 8: Pierre Hermé

Tappa goduriosa, in fondo si è a Parigi dopo tutto, per questo scelgo Pierre Hermé. Per chi non lo sapesse, monsieur Hermé è una sorta di guro dell’alta pasticceria francese, definito da Vogue Paris il “Picasso della pasticceria”, ha iniziato a 14 anni accanto a Gaston Lenotre per poi proseguire da Fauchon e, dopo una breve apparizione da Ladurée, ha aperto la sua pasticceria dove è in grado di far impazzire le papille gustative di tutti coloro che hanno l’occasione di assaggiare una sua creazione. La sua specialità? I macarons. Ora, senza mettersi a disquisire sulle differenze tra le creazioni di Pierre Hermé e quelle firmate Ladurée, la mia ottava tappa sarà però da questo celebre pasticcere soprattutto perchè, ahimè, a Milano non c’è nessuna sua boutique e, fosse anche solo per le vetrine che ricordano molto quelle delle più celebri gioiellerie in Place Vendome, un giretto da Pierre Hermé vale sempre la pena! E poi, lo ammetto, per la particolarità dei gusti dei suoi macarons: se infatti quelli di Ladurée sono molto “classici”, con pochissime variazioni durante l’anno, quelli del pasticcere alsaziano sono invece quasi dei “macarons pret-à-porter”, sempre nuovi e diversi a seconda della stagione. Non solo, ma la loro particolarità è anche quella di trovare il giusto equilibrio tra sapori dolci e salti: per esempio, nella collezione Les Jardins si trova Jardin Pamplemousse il cui macaron unisce il pompelmo al chiodo di garofano e alla noce moscata mentre, tra i classici, ci sono liquirizia e violetta oppure cioccolato al latte e frutto della passione o, ancora, olio d’oliva e mandarino. Prelibatezze goduriose che lasciano il segno e che non si possono non assaggiare!
Ovviamente nelle boutiques di Pierre Hermé non troverete solo i macarons ma anche tutte altre creazioni di alta pasticceria, buonissime e bellissime, quasi un peccato mangiarle!
L’indirizzo storico è:
Pierre Hermé
72, rue Bonaparte
6e, arr.
Oppure
4, rue Cambon
1e, arr.

Tappa 9: Shakespeare and Company

“[..] Shakespeare and Company era la biblioteca e libreria di Sylvia Beach, al 12 di rue de l’Odéon. In una via fredda e spazzata dal vento, era un posto simpatico, caldo e accogliente con un grande camino d’inverno, tavoli e scaffali di libri, libri nuovi in vetrina, e al muro fotografie di famosi scrittori, sia morti che vivi
Festa Mobile, Ernest Hemingway
E’ forse il mio posto preferito di Parigi: sarà che è situata lì, a pochissimi passi dalla Senna e da Notre Dame, sarà che non è di quelle librerie ordinate e lucide ma vissuta e “viva” quasi, sarà che ha una storia intrigante alle spalle un pò come tutte le persone più interessanti. Shakespeare and Company ha un passato degno dei migliori romanzi: frequentata da tutti gli artisti degli anni Venti e Trenta di passaggio a Parigi, Hemingway era ospite fisso, ha chiuso nel ’41 con l’occupazione nazista della città per poi ricomparire nel 1951 grazie a George Whitman il quale ha ripescato la vecchia insegna e dedicato la sua libreria a Sylvia Beach e a quello che vent’anni prima era stata la sua Shakespeare and Company. E, anche se l’indirizzo è cambiato, la vocazione di questa libreria è rimasta la stessa: un posto dove ritrovarsi, chiacchierare con scrittori, leggere e scoprire autori e opere prevalentemente in lingua inglese, disposti un pò in ordine sparso, in un’atmosfera bohemian quasi.
La chicca? Ogni libro acquistato viene timbrato con il logo della libreria situata proprio al km 0, cioè nel punto esatto in cui si iniziano a conteggiare le distanze in Francia.
Shakespeare and Company
37, ru de la Bucherie
1e, arr.

Tappa 10: Nose

Nose è il posto perfetto per chi ama la profumeria artistica e non ha troppo tempo per girare tutti i monomarca della capitale francese: Atelier Cologne, Calè, Diptyque, Mark Buxton, Miller Harris, Penhaligon’s, Maison Francis Kurkdjian e tantissimi altri sono tutti raggruppati all’interno di questo accogliente concept store, un pò profumeria un pò luogo di ritrovo tra poltrone in stile Luigi XIV e sgabelli che ricordano quelli degli atelier, tutti dall’aria un pò vissuta. Non si va però da Nose soltanto per la vasta scelta di fragranze, anche per la casa, o per i marchi di cosmesi ma si entra in questa boutique, soprattutto la prima volta, per la diagnosi olfattiva: cinque domande, pensate dalle sette menti dietro al progetto tra cui i nasi Silvio Levi di Calè, Mark Buxton dell’omonimo brand e Nicolas Cloutier, esperto del mondo della profumeria, il cui scopo è quello di individuare il genere di fragranze perfette per ognuno attraverso la propria storia olfattiva e un semplice questionario, che può essere compilato nella beauty boutique oppure sul sito stesso dove si può anche compilare la richiesta di spedizione della fragranza raccomandata. Un nuovo modo dunque di fare profumeria che parte dalla persona e dalle sue esigenze. La chicca in più? Nez a Nez, le interviste mensili fatte a che si possono trovare nella sezione magazine del sito fatte a nasi, profumieri, fondatori di marchi e personaggi che ruotano attorno a questo mondo.
Nose
20, rue Bachamount
2e, arr.

Tappa 11: Oh my Cream!

Beauty Guide #1 – OH MY CREAM!

Avete presente quei bagni che ormai più che essere tali sono delle “salle de bain” (per dirla elegantemente in francese)? Quei luoghi in cui si è ben oltre il normale e quotidiano bagno casalingo, dove si può trovare di tutto, prodotti che se mixati sapientemente tra di loro risolveranno qualsiasi tipo di problema beauty e dove poter trovare marchi un pò più particolari, magari difficili da reperire nelle grandi catene o nelle profumerie abituali? Ecco, Oh my Cream è un posto del genere. La pietra a vista, l’arredamento bianco, un elegante tavolo con sedie tutte attorno dove potersi accomodare per una manicure o per scoprire i prodotti “fast”, come lucidalabbra, burricacao, creme per le mani, mentre tutto attorno i prodotti  occhieggiano cercando di conquistare le donne che entrano. Un concept store dedicato esclusivamente al beauty, nel senso più ampio del termine, in cui non si segue il trend di stagione ma soltanto l’efficacia dei prodotti che si distinguono per il viso, il corpo, i capelli, mani e piedi.
Piccoli e grandi segreti di bellezza che Juliette Lévy ha deciso di condividere con le altre donne creando quella sorta di complicità tipica di quando le amiche vengono a dormire da noi la notte e ci si diverte tra maschere, chiacchiere, trucchi e manicure.
La chicca in più? La sezione “Le nostre soluzioni”: a ogni tipo di problema, i prodotti adatti per risolverlo tutti acquistabili nel loro e-shop.
Oh my Cream
3, rue de Tournon
6e, arr.

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