Cappello: tra Borsalino e Maison Michel, la personalità in cima ai pensieri

Senzanome

Subisco il fascino del cappello, lo ammetto: che sia una donna o un uomo a indossarlo, poco importa, la mia attenzione cadrà sempre sul copricapo e non potrò che provare simpatia, aggiunta a un pizzico di invidia, per quella persona. Sì perchè portare un cappello non è facile e a me non riesce: un cappello ti mette subito al centro dell’attenzione, specie in quest’epoca in cui pochi lo indossano e se lo fanno è perchè o sono a un evento importante oppure gli altri penseranno che “vuol fare il personaggio”. Un cappello pone subito l’attenzione su di te, non ti fa passare inosservata, anche se per qualcuno può essere un’arma di difesa così da distogliere l’attenzione da se stessi; che sia un borsalino o una coppola, un cilindro o un basco non cambia, non si porta un cappello per ripararsi dal freddo (certo anche, ma non solo), lo si indossa per completare un look oppure come un feticcio dal quale non ci si separa mai tant’è che si è riconosciuti dalla gente proprio per il cappello che si indossa. E’ un gesto di eleganza, forse un pò narcisistico, che rimanda a epoche passate, a personaggi cinematografici entrati nel mito proprio grazie a quel modello sfoggiato così convincentemente. Perchè alla fine il segreto è tutto lì: indossare un cappello con nonchalance e naturalezza, senza sentirsi goffi o impacciati perchè è la propria personalità, senza dubbio forte e interessante, che emerge in cima ai pensieri.

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