Lincoln, il film: “Non vorrei essere uno schiavo, ma non vorrei neanche essere un padrone. Questo esprime la mia idea di democrazia.”

Molti potrebbero essere frenati dal fatto che questo film è candidato a ben 12 Oscar ed è diretto da Steven Spielberg: si potrebbe pensare, un pò snobbisticamente ammettiamolo, che sia un pò il classico blockbuster americano “tanto fumo e poco arrosto”. Niente di più sbagliato. Benchè non sia una vera fan di Spielberg, pronta a mettermi in coda a ogni suo film in uscita, Lincoln è un film da vedere, fosse anche solo per la dialettica: soltanto sentire i discorsi e i ragionamenti del sedicesimo Presidente degli Stati Uniti e l’oratoria di Thaddeus Stevens, interpretato da Tommy Lee Jones, valgono gli abbondanti 8€ del biglietto.
C’è tanta utopia e tanto eroismo in Lincoln, e come non potrebbe essere così visto che dietro alla cinepresa c’è Spielberg?, però c’è anche tantissima umanità: il regista non nasconde che il Presidente ha corrotto molti deputati democratici pur di far passare alla Camera il XIII emendamento, anzi lo esalta e lo racconta in maniera chiara e limpida grazie anche ai tre simpatici galoppini che, su e giù per il paese, convincono e corrompono alcuni politici democratici; non viene nascosto il padre severo e a tratti irraggiungibile che Lincoln è stato per il primogenito così come viene esaltato l’aspetto estremamente affettuoso nei confronti di Teddy, l’altro figlio più piccolo; non viene nemmeno nascosto che spesso e volentieri Lincoln fu più un Presidente che un marito presente e affettuoso. Tutto ciò, se non lo rende simpatico, di certo lo rende più umano, un grande uomo (nel senso letterale del termine visto che era alto quasi due metri) che amava raccontare aneddoti sulla storia del proprio paese appena l’occasione gli si presentava.
E’ così che il film Lincoln, che si svolge negli ultimi più importanti mesi del secondo mandato presidenziale poco prima dell’assassinio del Presidente stesso, racconta la difficoltà di votare a favore del XIII emendamento che aboliva la schiavitù negli Stati Uniti e che avrebbe posto la fine della guerra civile nel paese; una dura lotta sostenuta fortemente dallo stesso Thaddeus Stevens, la cui compagna era proprio una donna di colore.
Un film grandioso (ma quale film di Spielberg non lo è?) per le musiche, le scenografie e i dialoghi, che coinvolge, anche se a tratti è difficile seguire i ragionamenti estremamente logici di Lincoln, e che racconta gli ultimi mesi di vita di un Presidente tanto amato negl USA e forse poco conosciuto da noi.

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