Diana Vreeland, Elsa Schiaparelli e le tendenze per il prossimo autunno

Penso che quando si voglia parlare di un argomento bisogna conoscerlo; non soltanto atteggiarsi a esperti conoscitori soltanto perchè è capitato di leggere qualche riga qua e là, ma sapere realmente di cosa si sta parlando, essere competenti di fatti, eventi e personaggi, curiosi verso la tematica e informarsi. Mi capita, spesso e volentieri purtroppo, di seguire blog i cui autori hanno una scarsissima conoscenza del tema di cui parlano, oltre a una povera terminologia. E non ci sarebbe nulla di male se non fosse che queste persone si ergono a paladini e conoscitori del mondo della moda (nel caso specifico); è come se io iniziassi a parlare, chessò, di matematica. Sono sempre stata una schiappa in materia, a mala pena so fare 2+2, e mi metto a disquisire su sistemi&Co?? Sarei ridicola!
Eppure c’è gente che lo fa e gli riesce talmente tanto bene da essere riconosciuta come un’esperta in materia, apprezzata e seguita.
Tutta questa “manfrina” per dire semplicemente che, se vi piace la moda e la volete seguire, non soltanto nelle tendenze e nel semplice “cos’è che va di moda quest’anno??”, potreste fare un salto in libreria e comprare i due libri che trovate nella foto.
Trattano di due donne che, assieme a moltissime altre, hanno fatto, ognuna a modo suo, la storia della moda: tornate ora in auge, Elsa Schiaparelli perchè la sua maison ha finalmente riaperto i battenti e Diana Vreeland perchè ha aperto invece i suoi armadi dedicando loro una mostra a Venezia, queste due signore sono ora comparse in libri a loro dedicati.
Quello sulla Schiap è un monografico scritto da Judith Watt, storica di moda, e fa parte di una collana dedicata ai più grandi stilisti fortemente voluta da Vogue, che ha aperto i suoi archivi fotografici per illustrare queste opere; al momento la serie è composta da quattro libri, Alexander McQueen, Christian Dior, Coco Chanel (ma vi prego: andate oltre alla solita Coco!!) e, appunto, la Schiap.
“DV” è invece l’autobiografia di Diana Vreeland, storico direttore di Vogue Us, che finalmente è stata ripubblicata; un ininterrotto flusso di pensieri che, non in maniera cronologica, racconta la vita della celebre direttrice, dalla sua infanzia a Parigi, all’arrivo a Londra e poi negli uffici di Harper’s Bazaar, alla guida di Vogue America e infine come consulente per il Costume Institute del Metropolitan di New York. Una donna pratica e decisa, che ceneva con Jack Nicholson e dava del “tu” a Roger Vivier.
Ecco, se volete parlare di moda e conoscerla questo può essere un inizio… assieme allo speciale tendenze di Marie Claire UK, tra l’altro bellissimo!

NB: non voglio risultare pedante e “maestrina con la penna rossa” però leggere certe cose su blog che raccolgono quotidianamente valanghe di visite, almeno a detta degli autori, mi inacidisce!

2 thoughts on “Diana Vreeland, Elsa Schiaparelli e le tendenze per il prossimo autunno

  1. Non so se lo hai letto (credo proprio di sì), ma ti segnalo anche l’autobiografia della Schiap. Oltre ad essere interessante, è divertente e riesce a trasmettere anche una visione panoramica sulla storia del costume e in generale sui fatti accaduti a metà novecento. Pensa che leggendola mi sono assolutamente dovuto segnare altri libri (ovviamente autobiografie) sui personaggi che ha incontrato. Ho letto anche l’autobiografia di Marisa Berenson, sua nipote ed in poche pagine, ne fa un ritratto molto personale ed intenso. Cmq, letture a parte, non mi piace molto il fatto che sia stata resuscitata con l’operazione di marketing di Della Valle. Bisogna saper rinunciare al passato e non vivere solo del ricordo dei bei fasti di un tempo. Sarebbe stato più interessante aprire un museo nel famoso atelier di Place Vendome con pezzi provenienti da quel che rimane dell’archivio o in concessione dalle collezioni private, figurarsi se il Musèe Gallierà di Parigi (perennemente chiuso e aperto solo per le mostre) non ha una sezione dedicata alla Schiaparelli.
    Buona giornata,
    Alessandro

    • Sì sì, Shocking life l’ho letta ed è molto bella, concordo pienamente!
      Mah, ti dirò, un “ritorno in auge” della maison secondo me ci sta anche, perfettamente in linea tra l’altro con i ritorni di tutte le altre maison di moda che si sono avvicendati nell’ultimo decennio. Più che altro, secondo me, sarà compito nel nuovo direttore creativo partire dal passato per dare però una ventata di freschezza e, soprattutto, guardare avanti. No? Sono quindi molto curiosa di vedere la primissima collezione!

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