Schiaparelli and Prada: Impossible Conversations – al Metropolitan Museum di New York-

Se vi è mai capitato di leggere l’autobiografia di Elsa Schiaparelli, “Shocking Life”, prima delle famose 12 regole il resoconto si conclude con il perchè la maison Schiaparelli chiuse i battenti nel 1954: “Mi accorsi che si era chiuso un cerchio e che non potevo proseguire per la stessa strada senza diventare una schiava;che dovevo allontanarmi da Place Vendome alle cui tiranniche alle cui tiranniche esigenze ero ormai soggiogata, e che avevo bisogno di un cambiamento radicale. Quando ebbi preso questa decisione, provai un senso di liberazione. Mi vedevo mentre stringevo le palpitanti manine delle mie nipotine, Marisa e Berinthia, sentivo la loro ansia di vivere e speravo che in qualche modo le cose per loro, come per tutta l’umanità, cambiassero, e mi sentivo pronta ad affrontare il futuro, qualcunque esso fosse.
Questo era ciò che pensavo mentre, seduta sull’espresso per Roma, correvo attraverso il mio paese natale”.
Non un fallimento dunque ma la voglia, anzi forse il bisogno, di allontanarsi dal mondo della moda, quel mondo che Elsa Schiaparelli aveva frequentato e fortemente influenzato fino al ’54.
Da una parte dunque la Schiap, come lei stessa è solita chiamarsi nella sua autobiografia, dall’altra Miuccia Prada, la donna che quando le è stato chiesto se fosse lei a dettare i colori e le linee della stagione, candidamente ha risposto “Abbastanza. Non lo dico per vantarmi, lo dico perché evidentemente ho il senso della moda. La qualità migliore che ho è quella. Io sono modaiola” e che quando, sempre durante la stessa intervista al Corriere, le è stato fatto notare la grande importanza della mostra che si terrà al Met, lei ha affermato: “Diciamo che un riconoscimento del genere piace e non piace, quando si ha una certa età. Certo è un onore, però uno pensa: ma come, la mia carriera è finita?”.
Due donne diverse e che non si sono mai incontrate eppure che iniziano a dialogare tra loro durante una mostra-evento che, inaugurata stasera, si terrà fino al 19 agosto al Metropolitan di New York. Un dialogo surreale, come lo è d’altra parte anche la loro moda, fatta di arte, di cultura e profondamente radicata nella contemporaneità delle due stiliste. Un omaggio alla moda italiana, alla figura dell’unica stilista, per di più straniera, che in terra francese ha saputo tener testa a Coco Chanel e la cui eredità è forse ben più grande di quella di Mademoiselle; e un omaggio alla stilista italiana contemporanea per cui chiunque, artista, regista, attore, farebbe qualsiasi cosa, come ha dichiarato Roman Polanski.

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